La vasca di Giampi
Posted by jackdaniel on Nov 1, 2011 in Le vasche più belle, Ultime News
L’habitat della barriera corallina tra le mura domestiche.
L’acquariofilo ( quello vero ) è una persona veramente sui generis e quello marino lo è nel modo più assoluto; ritagliarsi un pezzetto di mare agli antipodi, portarselo a casa e poi gestirlo, curarlo, amarlo, bestemmiarlo (anche)…Tutto rientra nella psicologia di chi fa i salti mortali per creare un opera d’arte vivente e allo stesso tempo privilegiarne la visione solo a pochi eletti, quasi che la visione di occhi estranei a questo magnifico mondo potesse influire malignamente sullo sviluppo di quella magnifica acropora che pare spicchi il volo dalla roccia così accuratamente posizionata.
Non è egoismo…è solo uno sviscerato amore per un mondo che stilla di sudore e mani fradice di acqua salata..
L’acquariofilo (quello vero ) è però anche la persona che divide la propria conoscenza con gli altri, che li rende partecipe dei propri successi e altrettanto dei propri fallimenti.
In questo modo impara in un tragitto la cui meta non può essere raggiunta: non esiste l’abc dell’acquario definitivo, ogni vasca è un ecosistema a parte che si evolve in modo unico.
Esistono però delle linee guida di base, sviluppate proprio dall’interscambio di esperienza tra gli appassionati .
La mia trafila di acquariofilo di barriera ha seguito appunto questo percorso, partendo, come molti, da sistemi dal litraggio contenuto, fino a giungere alla ahimè nota “ vasca definitiva “ (sic ).
Ed è appunto questa che descrivo a seguire:
2200 Lt circa contenuti in un parallelepipedo di vetro dello spessore di 25 mm avente una lunghezza di 3 mt, una profondità di 97 cm per un’ altezza di 78 cm.
La stessa vasca ha un pozzetto di tracimazione ricavato con vetro divisorio ( 20 cm x 97 cm ) dotato di tre scarichi indipendenti che riversano l’acqua nelle due sump sottostanti ( 100 cm x 60 cm ). Il vantaggio di avere due sump indipendenti così spaziose e proporzionate al volume dell’acquario sta soprattutto nel fatto di poter posizionare all’interno delle stesse eventuali migliorie tecniche a supporto del mio berlinese (es.le pompe per i reattori, UV etc. etc.)senza doversi dannare per il poco spazio a disposizione ( credetemi; per i possessori di acquari dotati di sump non è mai abbastanza grande per contenere i nostri nuovi “esperimenti” ).
Nel mio caso, inoltre, la scelta è stata quanto mai obbligata, in quanto lo schiumatoio che conduce l’acquario è un Bubble King 300 int che proprio minuscolo non è…
La preponderante presenza di SPS mi ha imposto l’aggiunta al sistema sia di un reattore di calcio (artigianale- cilindro di un 1 mt di altezza per una circonferenza di 30 cm) che di un reattore di Kalkwasser ( modello Deltec KM 800 ) ai fini di poter esaudire la continua richiesta di calcio per lo sviluppo degli stessi.
Gli animali, d’altra parte, sono fortemente stimolati alla crescita dall’impianto di illuminazione:
5 HQI da 400W(Aqualine Busche) con parabole Lumenarc su plafoniera artigianale dotata anche di 48 led blu come luce lunare, con un fotoperiodo di circa 10 ore.
Il movimento dell’acqua e così il ritorno in vasca sono assicurati da pompe esterne IWAKI della portata rispettiva di Lt 125/minuto x 12mt prevalenza (pompa di ritorno-1) e di 100lt/minuto x 10mt di prevalenza(pompe di movimento-2); queste ultime sono diramate in più uscite per spostare la massa d’acqua in maniera casuale e, alternandosi ogni 3 ore, generano corrente in tutti gli angoli della vasca sprovvista di sabbia di fondo.![]()
Il controllo e la gestione dei vari parametri fisico-chimici è affidata ad una centralina IKS che riceve i segnali utili dalle varie sonde (PH, Redox, O2, …) e li trasmette ai relativi regolatori, così come la profilassi antibatterica viene garantita in parte dall’uso non continuo di una lampada UV.
La temperatura viene regolata da un climatizzatore TECO TR60 sui valori standard per un reefacquario, riuscendo, d’estate, a contrastare l’innalzamento termico dovuto all’irradiazione delle lampade HQI.
Il ripristino del livello dell’acqua avviene con rabbocco automatico con acqua proveniente dall’impianto ad osmosi a doppia cartuccia collegato perennemente alla rete idrica.
Mi sono concesso un’unica deviazione dalla concezione pura del berlinese: l’allestimento di un refugium di circa 200 Lt ( 90cm x 50cm x 50cm ) direttamente collegato all’acquario, illuminato da una plafoniera T5 con un fotoperiodo opposto alla vasca principale e letteralmente traboccante di Caulerpa.
L’allestimento e la conduzione è talmente ricca di aneddoti che non basterebbe un libro a contenerli: si va dall’amico–tascabile letteralmente calato nella stessa,( con tanto di muta sub! ),per posizionare le rocce nella fase iniziale, alla mia purtroppo stravagante idea di staccare i tiranti con conseguente distacco del pozzetto di tracimazione, ( che nottata!), alla eiaculatio precox della tridacna gigas, ( °O° ), al ritrovamento e movimentata pesca di un’enorme Eunice ( oltre 1mt)..e mi fermo qui…
Insomma il mio acquario come croce e delizia come ben sanno tutti i reefkeeper, ma impagabile quando riesce a regalarti dei momenti di pura emozione…
Ps ( La gestione di un acquario di barriera migliora notevolmente la tua conoscenza della lingua inglese, nonché ti infarina di chimica organica e meccanica dei fluidi..in pratica diventi più ricco intellettualmente e più povero economicamente! XD )
Buon Reef a tutti.
Copyright © Reefitalia

